STORIA STEYR

 

Lo Steyr è un fiume austriaco, piccolo fiume affluente del più importante Enns, che è in parte navigabile e che si immette nel Danubio a valle di Linz. Dove lo Steyr incontra l’Enns, sorge un paesino che sin dal Medioevo lavora il metallo. Questa applicazione nel campo siderurgico è resa possibile grazie alla grande quantità di ferro e legna reperibili in valle e grazie alle acque dei due fiumi che, prima muovono i magli e le macchine, poi trasportano le merci sino ai mercati di Linz e di Vienna. Il paesino si chiama Steyr e nel 1831 vi nasce un uomo, Josef Werndl, il cui padre Leopold era già titolare di una fabbrica di fucili del paese, che nel 1835 conta già un totale di 500 dipendenti. Josef cresce e diviene un armaiolo, lavora per “Gemelle” a Praga e per l’arsenale di armi dello Stato Austriaco. Visita l’America e lavora nelle fabbriche Colt, Remington, Pratt & Withney dove apprende molte tecniche all’avanguardia nella produzione di armi. Nell’anno 1853 muore il padre di Josef ed è lui a dover prendere le redini dell’azienda di famiglia; la produzione cresce e dieci anni più tardi viene fondata la “Waffenfabrik Josef und Franz Werndl & Comp.”

Nel 1867 diviene fornitore principale dell’esercito dell’Impero Austro Ungarico vantando una produzione di circa ottomila fucili a settimana e un’occupazione di seimila dipendenti. L’azienda cresce continuamente tant’é che due anni più tardi, nel 1869, cambia nuovamente il nome in “Osterreichische Waffenfabriks Gesellschaft”.

 

L’ispezione finale dei fucili Steyr prima della messa in vendita

In questo anno diventa la maggior produttrice di armi di tutta l’Europa, arrivando ad un totale di novemila dipendenti nel 1890, con una produzione annua di 540.000 esemplari tra fucili e carabine. Una curiosità: Steyr, nel 1884, fu la prima cittadina austriaca che poteva vantare le strade illuminate per mezzo dell’energia elettrica.

Nel 1889 Josef muore lasciando al suo successore un’azienda con circa diecimila dipendenti fra operai e amministratori. Passato il secolo le cose volgono per il meglio, scoppia la Prima Guerra Mondiale e la grande richiesta di armi innalza la produzione a 4000 fucili al giorno con un totale di 14.000 dipendenti. Nel frattempo venivano anche prodotte biciclette militari e motori aeronautici.

Alla fine della Grande Guerra si presentò il problema della riconversione post-bellica e si decise di iniziare a vendere automobili. L’organizzazione della produzione fu redatta decidendo di costruire autonomamente i componenti dell’automobile eccezion fatta per le parti elettriche e i pneumatici. Nel 1920 – 1921 viene alla luce la prima automobile Steyr, la “Waffenauto” tipo II, equipaggiata da un 6 cilindri da 12/40 cavalli. Cominciano successivamente ad essere prodotti autocarri, nel 1922 nasce il primo con motore 6 cilindri a benzina da 34 cavalli, che vengono poi innalzati a 40.

 

Il primo autocarro realizzato dalla Steyr nel 1922.

Due anni dopo il nome dell’azienda cambia nuovamente in “Steyr Werke AG”, mentre la produzione di automobili si diversifica in altri modelli che vengono considerati di elevata qualità. Nel 1928 la Steyr produce il primo prototipo di trattore sullo stile Fordson con un motore benzina a 4 cilindri da 80 cavalli.

All’inizio degli anni ’30 inizia il forte declino economico e la Steyr si accorpa alla “Austro Daimler Puchwerke AG”, formata dalla Austro Daimler e dalla Puch. Anche queste due aziende precedentemente tentarono la realizzazione di trattori. Nel 1915 – 1917 si trova un “Daimler Pferd” (cavallo Daimler) o “Kraftprotze”, progettato da Ferdinand Porsche; la Puch costruisce un motoaratro su licenza dell’Excelsior tedesco.

 

Ecco qui rappresentato il trattore prototipo prodotto dalla Steyr nel 1928.

 

Nasce nel 1934 la “Steyr Daimler Puch AG”.

Vengono ampliati gli stabilimenti a Steyr e Graz, nel 1939 ne viene aperto uno nuovo a St. Valentin. La produzione delle motociclette viene concentrata a Graz, mentre le automobili e gli autocarri a Steyr. Quando le cose sembrano volgere per il meglio scoppia la Seconda Guerra Mondiale e gli stabilimenti di Steyr e Graz vengono bombardati e quasi totalmente distrutti. A strage terminata, si trattò di rimboccarsi le maniche e ricostruire il più possibile, e venne fatto nel migliore dei modi. Il passo successivo fu quello di decidere che tipo di produzione avviare: si scelse di orientarsi verso gli autocarri e, finalmente, trattori con motore diesel di varia potenza. Per quanto riguarda la produzione automobilistica nel 1948 si optò per un contratto con l’italiana Fiat, il quale permetteva alla Steyr l’assemblaggio di automobili (con marchio Steyr) totalmente importate dall’Italia. A Graz iniziò la produzione di motociclette di piccola e media cilindrata dal design innovativo. Ultima ma non meno importante, la produzione di cuscinetti a sfera che la ditta impiegava quasi totalmente per l’assemblaggio dei proprio mezzi.

 

Un officina Steyr che vende col proprio marchio le automobili Fiat

 

La catena di assemblaggio dei ciclomotori a Graz

Dal 1947 (anno del primo trattore Steyr) al 1964 oltre 160.000 trattori hanno lasciato lo stabilimento. La Steyr forniva inoltre con il proprio trattore una serie di attrezzi agricoli realizzati da altre ditte austriache appositamente per la vendita abbinata.

Il primo trattore Steyr, il 180, fu realizzato nel 1947: disponibile nelle versioni stradale e agricola e dotato di motore bicilindrico diesel da 26 cavalli, era in grado di raggiungere una velocità di 40 chilometri all’ora. Il modello, seguito a partire dal 1949 dal monocilindrico 80, segnò l’inizio di una lunga produzione, particolarmente vitale anche dopo il 1997, quando la società fu acquistata da Case IH (che nel 1999 diede vita insieme alla New Holland al gruppo CNH). Risale al 2000 la serie CVT che, sebbene appartenga alla contemporaneità, ha contribuito a scrivere la storia della meccanizzazione agricola, grazie all’introduzione della trasmissione a variazione continua.

 

Il primo trattore Steyr, il tipo 180 del 1947

 

 

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