LA MIA PASSIONE

 

 

 

Si, credo proprio che l'abbiate già capito quale è la mia passione.... diciamo che è la più grande, ma ne ho anche altre, come le ragazze (ci mancherebbe!), il calcio, la musica... certo, solo nel tempo libero mi dedico a queste cose e comunque, tornando alla mia passione (ho fatto il sito per questo!) vi racconto un po' come è nata, cresciuta e realizzata. Fin da piccolo, vivendo in campagna, sono sempre stato a contatto con l'agricoltura e quindi con le macchine agricole, essendo mio nonno un bravo agricoltore. Ero interessato ai campi, al grano che cresceva, all'uva che maturava… ma la cosa più bella per me quando si andava nel campo era stare sul trattore. La campagna così verde e silenziosa, e io e il nonno sul trattore per le capezzagne! RUUM! Un boato da vero cavalcatore delle campagne! Arrivati a destinazione si scendeva per raccogliere l'erba, dare l'insetticida, zappare... certo, per me durava circa 15 secondi. Poi dicevo: "Ciao nonno, io vado sul trattore!" E via sul bolide! Era così bello far finta di guidare e di fare le gimcane! Poi, crescendo, ho cominciato a capirci qualcosa sul funzionamento di queste macchine, fino ad essere modestamente piuttosto esperto. Mio nonno ha 84 anni e nel campo ci va tuttora, dimostrando di essere ancora un giovanotto. lo purtroppo il tempo da trascorrere con ho ormai poco per via della scuola, e spesso nel campo ci va senza di me. Però la mia passione non è sparita, anzi, è aumentata! Diciamo che essa è tenuta in vita da una cosa a me moooolto cara. Mio nonno possedeva e possiede tuttora tre trattori: un Ford 2600 del 1978; un Massey Ferguson 165 del 1969, ed infine.... uno Steyr 180a del 1953!!!! Quest'ultimo è per me un trattore molto importante perché essendo vecchio l'ho sempre considerato come una cosa dignitosa e da rispettare. Fu acquistato nel lontano 1956 (non vorrei offendere nessuno che è nato in quegli anni! capito papà?) da mio nonno e mio zio (suo fratello) per il lavoro nei campi. Che grande onore... possedere un cavallo d'acciaio alimentato a gasolio! Non era mai stanco di arare, erpicare, seminare, rullare... e non aveva mai freddo! Si, certo, c'erano altri agricoltori con dei Landini testa calda che sfoggiavano il loro bestione fumante... ma quando la mattina bisognava avviarli, mentre gli altri stavano per accendere la lampada a petrolio per scaldare la testa ai loro Landini, mio nonno era già nel campo con l'aratro abbassato! Eh... lo Steyr... un vecchio detto diceva: "Se vuoi farti una posizione, compra lo Stavero!" Era così chiamato dai contadini italiani, forse per difficoltà di pronuncia del nome vero... comunque, il proverbio dice tutto. Avviamento elettrico, sollevamento idraulico, clacson... tutta un'altra storia. Arrivano poi gli anni settanta, e le nuove tecnologie portano alla costruzione di trattori molto più potenti, efficaci, comodi, silenziosi... potenze di 100 CV che permettevano di arare con aratri a quattro vomeri... e qui nasce un altro periodo. I vecchi trattori mono e bicilindrici da 20-30 CV vengono abbandonati nelle stalle e vengono comprati i nuovi ammiragli. Passano gli anni e la meccanizzazione agricola cresce in modo smisurato, portando alla costruzione di trattori dalle potenze astronomiche e dalle comodità reali. E intanto i vecchi trattori degli anni '40 e '50 sono spediti alle demolizioni per una manciata di quattrini. Solo i più tradizionalisti continuano ad utilizzarli per piccoli lavori, oppure nei casi più fortunati vengono tenuti al coperto dove si ha posto. Ormai la tecnologia è a un passo dal sogno anche nel campo agricolo. I trattori d'epoca però, dimostrano da dove si è partiti con tutto questo sviluppo tecnologico e, senza di loro, forse oggi non saremmo a questo punto. Dunque, i nonni di ferro non vanno rottamati, ne tantomeno lasciati marcire all'acqua: vanno puliti, curati, lucidati e coccolati.

 

So già che se la mia ex professoressa di Italiano leggesse ciò che ho appena scritto mi direbbe: " ti sei dilungato troppo e sei andato fuori tema..." ma a me non interessa, in questa pagina ho scritto quello che mi sentivo di scrivere e dove sono andato a finire è stato dove mi ha portato il pensiero ed il cuore.

 

 

 

Questa fotografia mi ritrae all'età di circa otto anni sullo Steyr del nonno, il modello 180a del 1953.

 

 

 

 

In quest'altra fotografia invece sono in posa davanti allo stesso modello, con la manovella ausiliaria d'avviamento in mano.

 

 

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